18 marzo 2007 - Castel Volturno - Missione di evangelizzazione
25 marzo 2007 - Castel Volturno - Processione con S.E. Mons. Bruno SCHETTINO

 

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e Comunità Neocatecumenali sono nate a Madrid nel 1964, attualmente sono diffuse in moltissime Diocesi del mondo. Lo scopo è di vivere un cammino di condivisione attraverso il quale riscoprire le ricchezze della fede, in un catecumenato in cui, tappa per tappa, si possa scendere fino alle acque della rigenerazione eterna, affinché il Battesimo, conferitoci un tempo dalla chiesa, possa, mediante la nostra adesione cosciente, essere davvero sacramento di salvezza per noi e lieto annunzio per tutti gli uomini.

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l Cammino è basato sulla rivalutazione dei segni Cristiani. La liturgia è vissuta in senso catechetico, secondo l’impostazione data dai padri della Chiesa come Ambrogio, Agostino, Giovanni Crisostomo, Cirillo e  Giovanni di Gerusalemme. Il Cammino Neocatecumenale è una delle proposte nate subito dopo il Concilio Vaticano II e intende ripercorrere l’iniziazione Cristiana della Chiesa antica. Si tratta di aiutare il Cristiano adulto a riscoprire con pienezza il significato del battesimo riandando alla sorgente, in pratica rifacendo quel cammino di iniziazione che avrebbe dovuto percorrere prima del Battesimo, se questo gli fosse stato amministrato da adulto.

 

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a liturgia Neocatecumenale è rivolta alle persone adulte, distinguendosi in due momenti: il primo attiene alla liturgia della parola una volta alla settimana; il secondo alla celebrazione eucaristica nei giorni di festa. La liturgia della parola è preparata a turno da un gruppo di persone che presentano brani scelti dell’Antico e nuovo Testamento. Dopo che la comunità è entrata nel clima e nel tema della celebrazione, viene invocata la venuta dello Spirito. Seguono quattro letture bibliche (Pentateuco, Profeti, Apostolo e Vangelo). Ogni lettura è preceduta da una breve presentazione che ne inquadra il significato. Dopo la proclamazione della lettura viene cantato un salmo. Mentre dopo la lettura del Vangelo viene lasciato un certo tempo per le “risonanze”, nel quale ognuno può liberamente esprimere quel che le letture dicono alla propria vita. A conclusione della celebrazione il Presbitero, nella sua Omelia, raccoglie quanto in essa è stato detto, lo inquadra sotto il profilo teologico e lo contestualizza. Anche la celebrazione eucaristica viene preparata da un gruppo che si occupa sia di cuocere il pane che verrà condiviso (come avveniva fino al XII secolo), sia di presentare le letture.